Ragazzi

Laura

“Mio fratello era morto da sei mesi ed eravamo ormai in estate, con le vacanze che si avvicinavano. Di solito andavamo sempre dai nonni, in montagna, ma quell'anno non se ne parlava. Un giorno papà ha detto “domani partiamo, preparate le valigie. Andremo dai nonni, come sempre”. E cosi', abbiamo preso la macchina e siamo partiti. Ma ci abbiamo messo una settimana per arrivare. Con la macchina andavamo piano, ci fermavamo in piccoli paesi, girovagando per le campagne ci fermavamo ad osservare la vita degli altri. Dormivamo dove capitava, in un campeggio, una volta, a casa di amici in un'altra città l'altra. Non avevamo un progetto e ci sentivamo “sospesi” tutti e tre. La nostra vita era cambiata, violentemente, con quell'incidente in cui mio fratello era morto. Quella settimana a zonzo, in silenzio, senza mèta, ci ha restituio il senso di quanto ci sentivamo persi senza di lui. Per me è starto il momento in cui ho capito davvero quanto era grave quello che era successo. Penso sempre a mio padre con gratitudine per essersi lasciato andare cosi', per averci aiutato a capire, anche senza parole. Poi, arrivati dai nonni, siamo tutti riusciti a parlarci. Come se il ghiaccio si fosse sciolto.”