FamiliariIn caso di morte traumatica: come sostenere bambini e adolescenti

Quando una famiglia è sopravvissuta ad un suicidio o ha subito un omicidio, è opportuno che in famiglia si parli di questa dolorosa esperienza e che bambini e ragazzi siano aiutati a esprimere e condividere le loro emozioni, paure, preoccupazioni.

Se non ci si sente di parlare di questo evento e di condividerlo con i bambini, conviene rivolgersi a persona esperta e competente (psicologo, psicoterapeuta, counselor) per avere un sostegno e un consiglio su come comportarsi, cosa dire, come affrontare il trauma e le emozioni forti che ne conseguono.

L’intervento e la presenza della polizia, l’invadenza dei media, la curiosità e le domande della gente, possono risultare molto invasive e disorientanti per tutta la famiglia e in particolare per bambini e ragazzi che sarà bene proteggere e tenere a distanza.

I familiari superstiti devono cercare - per loro stessi e per i bambini e gli adolescenti presenti in famiglia - di non ridurre i contatti sociali, di non isolarsi, di chiedere aiuto e conforto per non rimanere intrappolati da sentimenti di disperazione, dolore, rabbia, colpa, che in genere si accompagnano alle situazioni di morte violenta.

Vanno intensificati i contatti con gli insegnanti e con le altre strutture che i bambini e ragazzi frequentano, perchè siano sostenuti e aiutati anche al di fuori della famiglia, cercando di far loro trascorrere la giornata come usavano in precedenza.

Quando c'è stato un suicidio, è opportuno commemorare insieme la persona che è morta con un funerale e un lutto esplicito, perchè questa scelta di non nascondere la verità diminuirà, in parte, la difficoltà di parlarne con gli altri e anche la colpa e la vergogna che, in genere, ancora accompagnano le famiglie.

Quando c'è stato un omicidio, i bambini vanno tranquillizzati perché possono avere il timore che l’omicida si ripresenti e faccia loro del male. Possono anche insorgere altre paure e preoccupazioni, un facile allarmismo e il bisogno di essere costantemente vicino a un adulto che li protegga e li sostenga.

Spesso, l’impatto dell’indagine giudiziaria e successivamente del processo rende difficile all’adolescente e alla sua famiglia il recupero di una vita normale: nessun tipo di giustizia può restituire la persona amata. Se il responsabile non viene preso, molti bambini/adolescenti dicono di aver paura che la persona possa tornare e far loro del male.

Nei casi nei quali interviene un’Autorità Giudiziaria, l’elaborazione del lutto può essere più complessa perché i tempi, spesso lenti, dei procedimenti giudiziari obbligano a ripercorrere continuamente gli eventi che hanno provocato la morte traumatica.

Alcune associazioni in Italia lavorano da anni a sostegno dei familiari sopravvissuti ad un evento traumatico:

www.deleofundonlus.org

www.soproxi.it

Inoltre, esiste in Italia una ampia rete di gruppi di auto-mutuo aiuto on-line e vis à vis nei quali le persone in lutto possono esprimere e condividere le loro esperienze e ricevere conforto. Cercate in rete “gruppo di auto-mutuo aiuto per il lutto” nella vostra città.