DocentiCome aiutare in caso di perdita di un familiare in modo violento

I bambini più piccoli (prima delle elementari) non riescono a comprendere completamente la drammaticità della morte in caso di suicidio od omicidio e non ci pensano come a morti “migliori” o “peggiori” di altre: risentono invece dell’assenza della persona e desiderano solo che ritorni vicino a loro. La consapevolezza del senso di una morte traumatica cresce via via con l’età: solo con il tempo il bambino sarà in grado di capire che la persona si è tolta la vita o è stata uccisa.

Dal momento che queste morti sono ancora giudicate in modo "severo" dalla nostra società, i bambini e gli adolescenti colpiti da questi eventi, spesso, come del resto anche i loro familiari, non vogliono che gli altri sappiano come è morta la persona cara, anche se poi gli altri spesso lo scoprono attraverso i media o da altre persone. A volte, invece, sono gli altri a saperlo mentre i bambini direttamente interessanti vengono lasciati all'oscuro nell'intento di proteggerli.

Per la scuola è una situazione molto delicata da affrontare che richiede sensibilità, delicatezza e precisi accordi con la famiglia. In genere i contatti avvengono con un familiare di riferimento, portavoce delle notizie, intenzioni e bisogni dell’allievo e dei familiari stessi. Gli insegnanti si potrebbero accordare su come e quando intervenire e scegliere un insegnante che diventi punto di riferimento per l’allievo in lutto e la sua famiglia, a meno che la famiglia/lo studente non abbiano loro stessi scelto con quale insegnante interagire.

Bambini e adolescenti, in seguito all'evento traumatico, vivono una doppia sofferenza: per la perdita che hanno subito e per il modo in cui, all'improvviso, si sentono soli, diversi dagli altri, talvolta isolati e trattati come se non fossero più gli stessi di prima.

Per i bambini, se c’è un accordo tra famiglia e scuola, i docenti potranno richiedere ad altri genitori di invitare il bambino ad avere dei tempi lontano da casa e dai suoi familiari, per giocare e divertirsi insieme ai suoi amici e per farlo sentire – come prima – parte della comunità.

La famiglia e i ragazzi apprezzano e trovano giovamento se possono contare sulla vicinanza e accoglienza della comunità scolastica. I docenti dovrebbero cercare di essere disponibili all’ascolto, nel caso l’allievo voglia parlare di cosa gli è accaduto, senza mai fare pressioni perchè si confidi. A volte un abbraccio, una mano sulla spalla, uno sguardo sono più importanti e dicono molto di più di tante parole.

E' bene comunque seguirlo con attenzione, notando se aumentano, come è possibile, comportamenti aggressivi e giochi violenti o se tende ad isolarsi, ritirandosi dal contatto con gli altri coetanei. È importante proteggere l’allievo in lutto facendo molta attenzione a segnali che indicano che viene evitato o preso in giro e affrontando eventualmente in classe il problema.

Bambini e adolescenti che sono stati testimoni della morte traumatica e violenta di un familiare si sentono insicuri, impauriti, preoccupati, avviliti e di solito, vogliono stare vicino a un adulto che li rassicuri e non li lasci soli.